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I cambiamenti dell'italiano parlato: analisi comparativa del parlato utilizzato nell'informazione televisiva negli ultimi 30 anni PDF Print E-mail
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Antonella Giannini

Massimo Pettorino 
Ilaria Vitagliano


Descrizione

L'obiettivo che l'unità dell'Università degli Studi di Napoli L'Orientale, coordinato da Antonella Giannini, si era prefisso di raggiungere riguardava in particolar modo i seguenti punti:
1) costituire un corpus audio/video estratto da telegiornali del passato (anni '60-'70), possibilmente con voci maschili e femminili.
2) fare la trascrizione ortografica del corpus;
3) inserire il testo ottenuto nelle notizie di un TG di oggi e farle leggere a più speakers professionisti, in un TG "virtuale";
4) ampliare e aggiornare la bibliografia relativa all'argomento di ricerca;
5) effettuare l'analisi spettroacustica del segnale audio ed elaborare i dati. 6) confrontare i dati relativi ai TG originali e quelli relativi al TG ottenuto mediante l'artificio sopradescritto, al fine di evidenziare somiglianze e differenze tra i due corpora;
7) inserire i dati nel sito web PARLARE ITALIANO, sito che costituisce l'obiettivo principale del progetto nazionale.
Gli obiettivi sono stati tutti raggiunti. Grazie alla collaborazione delle TECHE RAI, sono stati acquisiti, in formato audio-video VHS, 4 telegiornali trasmessi in prima serata sulla Prima Rete RAI il 10 maggio 1966 (durata di circa 18 minuti), il 15 maggio 1967 (durata di circa 18 minuti), il 4 Luglio 1968 (durata di circa 24 minuti) ed il 14 maggio 1969 (durata di circa 26 minuti). Tutte le registrazioni sono state poi trasferite da videocassetta sia su CD audio in formato .wav, sia su DVD in formato .VOB. Per ciascun telegiornale sono state effettuati due tipi di trascrizione ortografica, una su base percettiva relativa all'intero corpus, l'altra sulla base dell'analisi acustica strumentale.
Nella trascrizione effettuata su base percettiva sono indicati i tempi relativi a ciascuna notizia, il tipo di notizia (cronaca, politica interna o estera, avvenimenti culturali), il nome dello speaker, se è visibile o non visibile durante l'eloquio, il tipo di ripresa (in studio o servizio esterno). Successivamente è stata contattata la redazione del TG2 alla quale è stata richiesta la collaborazione per poter realizzare il TG "virtuale". Il Direttore della testata, dottor Mauro Mazza ha mostrato grande disponibilità mettendo a disposizione lo studio di registrazione del TG2 e due speaker professionisti, Silvia Vaccarezza e Fabio Cappelli. Dopo aver selezionato alcune notizie tratte dai telegiornali degli anni '60, ci siamo recati negli studi di Saxa Rubra dove abbiamo sottoposto ai due speaker il testo trascritto su base percettiva.
Le notizie selezionate sono state tratte da:
- Tg 1966 3 notizie lette da Marco Raviart (123.347 s) e 1 notizia letta da Piergiorgio Branzi (101.530 s);
- Tg 1968 1 notizia letta da Willy De Luca (48.793 s) e 1 notizia letta da Tito Stagno (44.992 s);
- Tg 1969 1 notizia letta da Andrea Barbato ( 38.565 s) e 5 notizie lette da Luigi Carrai (165.519 s).
I due speaker hanno esaminato il testo e hanno proceduto alla realizzazione del TG. Tutto si è svolto secondo le modalità di un moderno TG2 (studio, luci, sigla, regia etc.).
Oltre alla lettura del testo integrale i due speaker hanno proceduto a una rilettura di alcune porzioni di notizie, dopo aver apportato alcune modifiche che a loro giudizio rendevano più moderno lo stile di parlato. Tutto il prodotto ci è stato poi fornito in formato BETACAM e in videocassetta VHS. Anche in questo caso la registrazione è stata successivamente riversata sia su CD audio in formato .wav, sia su DVD in formato .VOB.
Si è proceduto poi, seguendo la stessa metodologia usata in precedenza, alla trascrizione ortografica
sia su base percettiva che strumentale.
La ricerca è proseguita con l'analisi strumentale del corpus e conseguente misurazione dei diversi parametri. In questa fase ci si è avvalsi della collaborazione della dottoressa Ilaria Vitagliano. Il compito assegnatole, all'interno del progetto, ha riguardato la realizzazione della raccolta bibliografica, della trascrizione e delle analisi. In particolare, la raccolta bibliografica ragionata è stata suddivisa in 4 macroaree: 1. interventi sulla storia del mezzo televisivo, sull'evoluzione del suo linguaggio e analisi linguistiche dell'italiano trasmesso;
2. analisi fonetiche sull'italiano trasmesso (o studi con analisi a partire da corpora di italiano trasmesso);
3. analisi generali sul parlato italiano dal punto di vista degli aspetti ritmico-prosodici (stili di parlato, indici di fluenza, schemi intonativi ecc);
4. studi sul parlato trasmesso in altre lingue, in particolare presentazione di corpora di notiziari radio e tv.
La dottoressa Vitagliano ha successivamente effettuato, dopo un breve training, la trascrizione ortografica del corpus e l'analisi sperimentale di porzioni di telegiornali antichi e moderni. L'analisi sperimentale è consistita nel misurare la durata delle catene foniche, la durata delle pause non silenti, le variazioni della frequenza fondamentale e il computo delle sillabe. I dati raccolti sono stati elaborati al fine di evidenziare le variazioni occorse nell'arco degli ultimi quarant'anni sul piano del ritmo e della prosodia. I software utilizzati per la ricerca sono stati il Wavesurfer e il Multispeech KAY, in dipendenza delle caratteristiche del segnale. In particolar modo il confronto ha messo in evidenza che l'italiano trasmesso nei telegiornali degli anni '60 è caratterizzato non solo dalla presenza di numerose pause silenti, ma anche da una alternanza di pause lunghe e brevi, alternanza che risulta strategicamente efficace nella lettura del testo in quanto differenzia, in maniera inequivocabile, i confini sintatticamente forti da quelli deboli. Le pause contribuiscono, inoltre, a rendere il parlato più enfatico. Tale stile di parlato ha subito nel tempo notevoli variazioni soprattutto per quanto riguarda la frequenza, la durata e la distribuzione temporale dei silenzi. Le strategie sostitutive oggi adoperate, consistono nell'utilizzo di occlusive glottidali e picchi tonali. Al contrario, il parlato trasmesso sembra non aver subito variazioni nella velocità di articolazione che si mantiene costante su valori medio-alti rispetto al parlato conversazionale.
Lo stile del parlato trasmesso è quindi cambiato e tali cambiamenti sono da considerarsi specchio e riflesso di una società: il parlato televisivo si adegua all'ascoltatore, l'ascoltatore a sua volta imita il parlato televisivo.
Un'analisi di tipo sincronico, effettuata confrontando la voce maschile e quella femminile relativa agli speaker dei nostri giorni, ha evidenziato che non vi sono differenze rilevanti ascrivibili alla differenza di genere (oltre alle differenze dovute alla diversa conformazione dell'apparato fonatorio). Sono state infatti trovate delle tendenze del tutto simili per quanto riguarda gli indici prosodici e delle differenze minime in riferimento alle durate segmentali mentre le differenze rilevate, principalmente nella distribuzione e funzione delle pause, nell'assegnazione della prominenza e nella conseguente scelta del focus, non sembrano ascrivibili a differenze di genere, ma a specifiche scelte stilistiche, pienamente rientranti nella varietà diamesica in questione e corrispondenti a tendenze già rilevate per il parlato radiofonico e televisivo. Infine va sottolineato che questa ricerca, può essere considerata come un primo passo verso una fonetica storica sperimentale.
Come detto in precedenza, l'obiettivo principale di tutte le unità afferenti al progetto nazionale, è la costituzione del sito web PARLARE ITALIANO in cui confluisce tutto il lavoro di ricerca, effettuato dalle singole unità. La nostra unità ha contribuito, mettendo a disposizione, oltre ai due corpora audio e audiovisivi, tutti i dati rilevati mediante indagine acustica, le trascrizioni ortografiche sia su base percettiva che acustica, la bibliografia ragionata, nonché le pubblicazioni che sono scaturite dalla ricerca.

 
 

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