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Grazia Basile
Filomena Diodato
Descrizione
Parte introduttiva (A)
Questo progetto, diretto dalla prof.ssa Grazia Basile e realizzato con la collaborazione della dott.ssa Filomena Diodato, si colloca nell'ambito del progetto di ricerca dell'unità di lavoro dell'Università di Salerno sul tema più generale Parlare italiano: interazioni fra sintassi, lessico, pragmatica e prosodia.
L'obiettivo di questo progetto è di effettuare una ricognizione puntuale dei modi in cui un grande dizionario italiano dell'uso (il più rappresentativo a questo riguardo è il Grande dizionario italiano dell'uso con ca. 250.000 lemmi - 6 voll. [1999] di Tullio De Mauro - abbreviato GRADIT) è solito segnalare con marche/indicazioni più o meno standardizzate gli usi linguistici riconducibili al parlato. Il nostro intento è di vedere se e quanto un grande dizionario attuale dell'uso è sensibile alle specificità d'uso proprie del parlato, se insomma una varietà importante come quella diamesica trova spazio (e se sì in che forma) in una grande fonte lessicografica dell'italiano contemporaneo quale il GRADIT. Per effettuare la raccolta di dati è stata utilizzata la versione del GRADIT su CD-ROM. Per effettuare la raccolta dei dati (per la quale si rimanda alla sezione Dati su www.parlaritaliano.it) è stata messa a punto una griglia di analisi che prevede l'individuazione nell'intero GRADIT - a partire dalle qualifiche d'uso maggiormente utilizzate per registrare gli usi parlati, ossia colloq. (per colloquiale), fam. (per familiare), gerg. (per gergale), pop. (per popolare), scherz. (per scherzoso), spreg. (per spregiativo), volg. (per volgare), iron. (per ironico) - dei lemmi monosemici e delle accezioni dei lemmi polisemici che sono riconducibili a usi tipici dell'italiano parlato.
Ogni lemma monosemico e/o accezione di un lemma polisemico riconducibile al parlato è stato inserito in un foglio Excel che ha consentito la messa a punto di una griglia di analisi la quale prevede la specificazione - a partire dalle informazioni codificate nel GRADIT - delle seguenti caratteristiche:
a) lemma monosemico e/o accezione di un lemma polisemico;
b) qualifica grammaticale (sostantivo, verbo ecc.);
c) qualifica d'uso ove attestata (colloquiale, familiare, gergale ecc.);
d) stratificazione nell'uso secondo le marche presenti nel Vocabolario di base della lingua italiana (fondamentale, alto uso, alta disponibilità) e nel GRADIT (comune, basso uso ecc.);
e) locuzioni polirematiche;
f) significato del lemma monosemico e/o accezione del lemma polisemico;
g) eventuali specificazioni non codificate nel GRADIT, quali nel parlato, nell'uso parlato e sim.;
h) eventuale campo semantico di appartenenza del lemma monosemico e/o accezione del lemma polisemico.
A partire dalle informazioni in questo modo raccolte e organizzate sono stati ottenuti i seguenti tipi di dati:
A. Dati quantitativi:
1) quanti sono i lemmi monosemici qualificati come tipici del parlato;
2) quante sono le accezioni di lemmi polisemici qualificate come tipiche del parlato;
Tra i lemmi monosemici e/o le accezioni di lemmi polisemici:
3) quanti sono quelli qualificati come colloq.;
4) quanti sono quelli qualificati come fam.;
5) quanti sono quelli qualificati come gerg.;
6) quanti sono quelli qualificati come pop.;
7) quanti sono quelli qualificati come scherz.;
8) quanti sono quelli qualificati come spreg.;
9) quanti sono quelli qualificati come volg.;
10) quanti sono quelli qualificati come iron.;
11) quanti sono quelli che presentano una doppia qualifica d'uso;
12) quanti sono quelli che non presentano una marca d'uso ma una formulazione discorsiva (nel parlato, nell'uso parlato ecc.)
Parti del discorso:
13) quanti lemmi monosemici e/o accezioni di lemmi polisemici sono classificati come sostantivi;
14) quanti lemmi monosemici e/o accezioni di lemmi polisemici sono classificati come verbi;
15) quanti lemmi monosemici e/o accezioni di lemmi polisemici sono classificati come aggettivi;
16) quanti lemmi monosemici e/o accezioni di lemmi polisemici sono classificati come avverbi;
17) quante lemmi monosemici e/o accezioni di lemmi polisemici sono classificati come espressioni polirematiche.
Stratificazione nell'uso:
18) quanti sono i lemmi monosemici e/o accezioni di lemmi polisemici del vocabolario fondamentale (FO) che presentano marche d'uso tipiche del parlato;
19) quanti sono i lemmi monosemici e/o accezioni di lemmi polisemici del vocabolario d'alto uso (AU) che presentano marche d'uso tipiche del parlato;
20) quanti sono i lemmi monosemici e/o accezioni di lemmi polisemici del vocabolario di alta disponibilità (AD) che presentano marche d'uso tipiche del parlato;
21) quanti sono i lemmi monosemici e/o accezioni di lemmi polisemici del vocabolario comune (CO) che presentano marche d'uso tipiche del parlato;
22) quanti sono i lemmi monosemici e/o accezioni di lemmi polisemici del vocabolario di basso uso (BU) che presentano marche d'uso tipiche del parlato;
23) quanti sono i lemmi monosemici e/o accezioni di lemmi polisemici qualificati come obsoleti (OB) che presentano marche d'uso tipiche del parlato;
24) quanti sono i lemmi monosemici e/o accezioni di lemmi polisemici qualificati come letterari (LE) che presentano marche d'uso tipiche del parlato;
25) quanti sono i lemmi monosemici e/o accezioni di lemmi polisemici del vocabolario tecnico-specialistico (TS) che presentano marche d'uso tipiche del parlato;
26) quanti sono i lemmi monosemici e/o accezioni di lemmi polisemici qualificati come regionalismi (RE) che presentano marche d'uso tipiche del parlato;
27) quanti sono i lemmi monosemici e/o accezioni di lemmi polisemici qualificati come dialettalismi (DI) che presentano marche d'uso tipiche del parlato; 28) quanti sono i lemmi monosemici e/o accezioni di lemmi polisemici qualificati come esotismi (ES) che presentano marche d'uso tipiche del parlato.
B. Dati qualitativi:
1) Quali tipi morfologici sono più frequenti (ad esempio vocaboli terminanti in -ata, diminutivi, verbi procomplementari, tipi di polirematiche ecc.);
2) Quali sono i campi semantici in cui troviamo un maggior uso di lemmi e/o accezioni tipici del parlato (ad esempio la politica, il giornalismo, l'ambito militare ecc.).
Il prodotto finale del presente lavoro consisterà in una comunicazione al Congresso internazionale del Gruppo di Studio sulla Comunicazione Parlata (GSCP) sul tema "La comunicazione parlata" - Napoli, 23-25 febbraio 2009, cui seguirà una pubblicazione a stampa negli Atti del suddetto
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