Quaderni di Parlaritaliano

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Analisi, rappresentazione, descrizione del vocalismo dell'italiano PDF Print E-mail
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Renata Savy

Giuliana Clemente 
Silvia Calamai


Descrizione

La ricerca si pone come obiettivo una descrizione fonetica puntuale del vocalismo dell'italiano, indagando vari aspetti che contribuiscono alla definizione del sistema nel suo complesso: da quelli connessi alla variazione linguistica sul piano diatopico, diafasico e diamesico, a quelli legati alle variabili di tipo prosodico-accentuale, con particolare attenzione ai fenomeni di riduzione vocalica e ai rapporti con gli altri livelli dell'analisi linguistica (morfo-sintattico, lessicale, pragmatico).

Con l'avvento della fonetica 'strumentale' il mondo scientifico si è confrontato con l'obiettivo di dare un fondamento 'oggettivo' e spettroacustico alla descrizione impressionistica e articolatoria delle produzioni vocaliche e del sistema di opposizioni da esse costituito, alla ricerca di universali linguistici (Lindblom 1986).
Anche per l'italiano, l'analisi dei sistemi vocalici occupa un posto di rilievo nella ricerca fonetica, con numerosi lavori descrittivi dei 'vocalismi' (Calamai 2003) di varietà regionali e dialettali. Grande spazio viene dato, inoltre, alle variazioni fonetiche del vocalismo in rapporto a stili di parlato e contesto comunicativo (variabilità diafasica) nonché alla mediazione di canali diversi (variabilità diamesica). In quest'ambito si inserisce anche la dibattuta questione della 'riduzione' vocalica (Savy&Cutugno 1997; Lindblom 1990; van Bergem 1993, 1995).

La ricerca si prefiggeva diversi obiettivi tra loro strettamente collegati:

A) una descrizione fonetica puntuale delle caratteristiche dei sottosistemi vocalici connessi alla variazione linguistica sul piano diatopico (varietà regionali di italiano), diafasico (stili diversi di parlato) e diamesico (parlato di fonti mediali differenti);

B) una descrizione dei sottosistemi e del dia-sistema in funzione delle variabili di tipo prosodico-accentuale (vocalismo tonico vs atono; rapporto con fattori di accentazione lessicale, frasale, focalizzazione, enfasi);

C) una analisi e descrizione dei fenomeni di riduzione vocalica entro un quadro teorico globale che prenda in considerazione la complessa dinamica di fattori di coarticolazione,ipoarticolazione e variabilità prosodica;

D) un'analisi della riduzione vocalica segmentale in rapporto agli altri livelli dell'analisi linguistica (morfologico, sintattico, lessicale, pragmatico).

Nella prima fase gli sforzi si sono concentrati sulla raccolta e misurazione di dati provenienti da corpora vocali delle varietà di italiano. Il materiale analizzato comprende produzioni vocaliche di varietà settentrionali, centrali e meridionali della penisola, selezionate tra quelle comprese nei corpora API (Crocco, Savy, Cutugno 2003) e CLIPS, in particolare le località di Milano, Torino, Firenze, Pisa, Roma, Napoli, Lecce, Palermo.
La selezione dei dati ha tenuto conto, oltre che della stratificazione diatopica, anche di variabili diafasiche (parlato letto vs parlato dialogico) e diamesiche (parlato dialogico vs parlato radiotelevisivo).
Le misure acustiche, hanno rispettato una pre-classificazione basata su variabili timbriche (vocali definite vs indefinite) e prosodiche (vocali toniche vs atone). La base di dati attualmente costituita comprende circa 5700 produzioni vocaliche misurate.
Per l'elaborazione dei dati è stato sperimentato, testato e fruttuosamente impiegato un metodo innovativo di analisi statistica e rappresentazione dei sistemi (oggetto di diverse pubblicazioni in sedi congressuali: Savy, Clemente, Lo Prejato, 2005; Savy, Clemente, Calamai, 2005; Clemente, Savy, Calamai, 2006; Savy, Clemente, Calamai, 2006).
In sintesi, la metodologia consente di quantificare i fenomeni di riduzione in termini di:
1) direzione di spostamento (evidenziando direttrici principali di concentrazione dei valori);
2) incremento di distribuzione (rispetto a valori di riferimento per ciascun parametro);
3) entità dello spostamento (in termini di distanza media dei valori dall'origine di riferimento).

Si è cercato, in questo modo, di osservare la modalità della distribuzione dei timbri vocalici e la misura della riduzione in diversi sistemi regionali, al fine di descrivere e rintracciare somiglianze e differenze tra varietà diatopiche.
L'analisi contrastiva dei sistemi regionali di partenza mette in luce alcune differenze fondamentali nella morfologia del sistema come nelle tendenze distributive di ciascun'area vocalica: concordemente alle attese, infatti, Palermo presenta un netto pentavocalismo, mentre Napoli, Milano, Pisa e Roma presentano sistemi marcatamente eptavocalici; per Lecce e Torino, il dato fonetico tende a favore di un eptavocalismo la cui valenza fonologica resta, tuttavia, da verificare.

Su tale base rappresentativa, si è proceduto ad analizzare in dettaglio il fenomeno della 'riduzione vocalica', sia di tipo 'strutturale' che, in particolar modo, di tipo 'non strutturale'. In quest'ambito, l'indagine è stata condotta sul confronto tra le diverse varietà d'italiano ed è in fase continua di ampliamento, sul versante diatopico, diafasico e diamesico (Clemente, 2005, 2006).
L'analisi dei fenomeni di riduzione evidenzia significative differenze nella direzione del fenomeno, in parte imputabili alle differenze intrinseche ai sistemi 'definiti', presi come riferimento. Ne consegue che difficilmente è stato possibile tracciare delle linee tendenziali che leghino tutte le varietà, fatta eccezione per una tendenza omogenea all'anteriorizzazione delle vocali dell'asse posteriore. Le vocali anteriori, invece, mostrano un comportamento discontinuo, che non permette generalizzazioni né intra-varietà né inter-varietà.
L'indefinitezza si manifesta, tuttavia, come tendenza 'dispersiva' dei dati, in maniera molto simile tra le diverse varietà diatopiche, non tanto riguardo alla direzione, quanto all'entità del fenomeno: per le produzioni 'indefinite' si evidenzia, infatti, per ciascuna configurazione vocalica, una marcata 'via di fuga' dei dati dal loro punto di origine che corrisponde ad una tendenza centripeta dei sistemi tout court, senza nessuna differenza diatopicamente rilevante.

La seconda fase della ricerca è stata orientata allo studio dei sistemi vocalici e dei fenomeni di riduzione in rapporto alle variabili di tipo prosodico-accentuale e all'interfaccia con gli altri livelli dell'analisi linguistica (morfo-sintattico, lessicale, pragmatico).
Al momento attuale è in via di completamento un'approfondita analisi prosodica del materiale che ha come obiettivo quello di isolare e classificare i contesti ritmico-melodici sui quali condurre lo studio delle interrelazioni con il piano segmentale. La classificazione comprende:
a) la definizione di unità intonative maggiori (Tone Units) e minori (Sintagmi Intermedi);
b) l'individuazione dei gradi accentuali (Pitch Accents nucleari e non nucleari, prenucleari e post-nucleari, accenti ritmici, prominenze lessicali e frasali, deaccentazioni e accentazioni secondarie);
c) la definizione e descrizione di confini tonali delle unità maggiori e minori, sedi deputate ad accogliere e favorire i processi di riduzione vocalica.

I primi risultati mostrano con netta evidenza che la riduzione segmentale (e quindi anche vocalica) segue e consegue precisi patterns prosodici: raggiunge la frequenza massima sul finire di unità intonative con andamenti discendenti (dichiarativi, assertivi) o piatti, mentre viene bloccata da profili di continuazione (sospensivi) e domanda (interrogativi); si manifesta significativamente nell'immediato seguito di un accento nucleare maggiore (PAn), specie se di tipo H*, mentre è di fatto impedita in posizioni prenucleari, soprattutto se in Sintagmi Intermedi.
Sul piano accentuale-ritmico, si è cercato, inoltre, di verificare, all'interno del materiale utilizzato, la presenza o meno di regolarità tra la distribuzione di timbri vocalici indefiniti e la assegnazione delle prominenze.
L'analisi tiene conto del carattere di relatività che qualifica i parametri prosodici pertinenti all'accento, e può prescindere dal fatto che i segmenti fonici, presenti nella catena parlata, necessariamente interagiscono modificandosi a vicenda.
Si tiene conto quindi dell'accento come fenomeno gradiente, che presenta delle progressioni in termini di prominenza di vocali fonologicamente toniche o atone, per provare a sistematizzare la relazione tra distribuzione dell'indefinitezza vocalica e distribuzione dei diversi gradi accentuali.
L'analisi prevede l'utilizzo di griglie di livelli prominenza, elaborate tramite lo studio delle variazioni nei valori dei correlati acustici dell'accento (frequenza, durata e intensità) in relazione a valori di soglia minimi, che danno conto di tutta una gamma di fenomeni accentuali: da accentazioni totali o parziali di vocali atone a deaccentazioni totali o parziali di vocali toniche, attraverso una vasta gamma di livelli intermedi.

L'ultima fase del progetto sarà dedicata all'analisi puntuale delle relazioni tra riduzione vocalica e altri livelli dell'analisi linguistica (morfologico, sintattico, lessicale, pragmatico).

Bibliografia

Le seguenti pubblicazioni relative al progetto sono disponibili sul sito nella sezione
PUBBLICAZIONI:

Lo Prejato M; Clemente G; Savy R. (2004). "Su alcuni aspetti della riduzione vocalica nella varietá napoletana", XIVe Giornate di Studio del G.F.S. (4-6 dicembre 2003) pp. 183-188 in A. De Dominicis, L. Mori, M. Stefani (acd): Costituzione, gestione e restauro di corpora vocali.

Savy, R.; Clemente, G.; Lo Prejato, M., 2005, Per una caratterizzazione e una misura della riduzione vocalica in italiano, in P. Cosi (a cura di) Atti del I convegno AISV "Misura dei parametri. Aspetti tecnologici e implicazioni nei modelli linguistici", Padova, 2-4.XII.2004.

Savy, R., Clemente, G., Calamai, S.,2005 , "Italian vowel systems and reduction phenomena: new defining procedures and new representation criteria", 7èmes Journées internationales du Réseau français de phonologie (RFP2005), Aix-en-Provence, 2-4 June 2005, in stampa.

Clemente, G., Savy, R., Calamai, S., 2006, "Sistemi vocalici in diatopia", in Savy R., Crocco C, (a cura di). Atti del II Convegno Nazionale AISV, Fisciano, 30 novembre-2 dicembre 2005, Padova, EDK Editore.

Savy, R., Clemente, G., Calamai, S., 2006, "Vocali italiane: diasistema in costruzione", presentato a II Congresso Internazionale sulla Comunicazione Parlata, Napoli, 23-25 febbraio 2006, in stampa.


Clemente G., 2005, "La variazione diafasica nel vocalismo palermitano", in Atti del I Convegno Nazionale AISV Misura dei parametri. Aspetti tecnologici ed implicazioni nei modelli linguistici, Padova, 2-4 dicembre 2004, CDRom.

Clemente G., 2006, "Indefinitezza timbrica e livelli di prominenza prosodica: esistono regolarità?", presentato al II Congresso Internazionale sulla Comunicazione Parlata, Napoli, 23-25 febbraio 2006, in stampa.

Nell'area DATI sono disponibili le misure e le elaborazioni dei dati del corpus VOCALI.

 
 

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