Mosse pragmatiche, funzioni comunicative, strategie conversazionali: l'analisi del testo attraverso dati quantitativi PDF Print E-mail
There are no translations available.


Renata Savy

Claudia Crocco 
Simona De Leo 
M. Castagneto


Descrizione

Presupposti.

La linea di ricerca del progetto consiste in un'analisi delle funzioni comunicative e strategie conversazionali adottate nella gestione del dialogo a partire dall'elaborazione di dati quantitativi estrapolati da un corpus annotato.

La metodologia, per ora in fase sperimentale, si avvale del corpus PraTiD annotato a livello pragmatico.

Funzioni comunicative e categorie di analisi pragmatica: dal testo dialogico allo schema xml e viceversa (Savy&Castagneto, 2010).

Un primo screening dei testi dialogici annotati ha affiancato all'analisi qualitativa dei dialoghi un'analisi quantitativa che consente di caratterizzare i testi attraverso la misura delle percentuali di occorrenza di ciascuna categoria e degli attributi definiti nella DTD. Sono stati estrapolati indici di frequenza di categorie pragmatiche e/o attributi associati che permettono di costruire una scala di variabilità molto significativa. L'analisi di questi parametri ci consente di:

1. cogliere somiglianze strutturali tra testi appartenenti alla stessa tipologia:

la marcata presenza di alcune tags (check, explain, align, reply_y, acknowledgment, clarify) che coprono tra il 60-80% dipende necessariamente dal tipo di testo/dialogo e dalle caratteristiche che ad esso derivano dal task imposto.

2. analizzare le differenze tra strategie comunicative messe in atto in aree e da parlanti diversi:

in particolare, nelle posizioni intermedie della scala (range 3-10%), si apprezzano variazioni che suggeriscono interessanti inferenze sui diversi stili comunicativi adottati in diverse aree italiane.

3. riflettere sulle proprietà dello schema di annotazione e perfezionarlo, sia in termini di categorie che di struttura:

le posizioni al fondo della scala percentuale (2%) indicano una sporadica e variabile presenza di alcune mosse minori, che svolgono funzioni secondarie rispetto allo sviluppo dello scambio comunicativo e richiedono probabilmente un trattamento diverso da quello adottato in prima battuta, rendendo necessarie alcune variazioni allo schema.

Un'analisi comparativa dei dialoghi di tipo qualitativo, avviata come controprova, mostra che le covariazioni nella scala di frequenza di gruppi omogenei di mosse (per esempio coppie adiacenti di tipo Question/Answer; la presenza o assenza contestuale di Comment e Interruption) si spiegano attingendo al livello di strategie comunicative diverse messe in atto da parlanti di aree diverse. Il grado di coinvolgimento nel dialogo, il rispetto delle regole di politeness, la dinamica di cooperazione e/o competizione si rispecchiano con sistematicità nelle scelte di pragmatica linguistica.

Ciò che risulta di grande interesse è che tali dinamiche emergano chiaramente dall'analisi quantitativa operata a partire dai testi codificati.

L'analisi quantitativa avviata vuole costituire il prototipo di una procedura standardizzabile di misurazione dei testi, applicabile ad una tipologia variata di testi e contesti. Inoltre, una volta perfezionato lo schema, si potranno effettuare interessanti confronti interlinguistici (es. tra lingue europee diverse) che evidenzino strategie interculturali differenti nello svolgimento dello stesso tipo di compito.

Introducing a topic: conversational strategies (De Leo, Savy, Crocco, in preparazione)

In un lavoro di Simona De Leo, Renata Savy e Claudia Crocco (in preparazione) si è avviata un'analisi testuale-pragmatico dei dialoghi nei quali viene indagata la relazione tra la successione di topic di vari gradi e "mosse" pragmatiche: nei dialoghi considerati, l'interazione si configura come una successione di topic che realizzano una scala di gradienza in base alla loro funzione primaria, al grado di novità (cfr.Lambrecht&Michaelis 1998) e alla realizzazione morfosintattica.

L'analisi, incentrata in particolare sulla realizzazione di discourse topic differenti, mostra che il topic del discorso viene introdotto e successivamente gestito in segmenti variabili del dialogo (cfr.Bazzanella&Barracco 2004) attraverso mosse pragmatiche diverse.

Topic (e sub-topic) di tipo Unratified vengono introdotti da mosse Influencing, mentre i topic (e sub-topic) Ratified sono gestiti in mosse di tipo Question.

Sul piano della struttura informativa, i primi sono naturalmente introdotti in strutture topic/comment, i secondi correlano con strutture topicless. La realizzazione morfosintattica vede ovviamente prevalere i SN o pronominali pieni per i Topic nuovi e le strutture anaforiche o ellittiche per quelli pienamente ratificati.

 

Bibliografia

C. Bazzanella, A. Baracco, 2004, "Contesto, inferenze e sviluppo dialogico", in Albano Leoni F., Cutugno F., Pettorino M., Savy R., (a cura di), Il parlato italiano. Atti del congresso nazionale, Napoli, 13-15 febbraio 2003, Napoli, D'Auria, Pubblicazione in CD-Rom.

M. Castagneto, R. Savy, S. De Leo, 2006, "Schemi di annotazione pragmatica a confronto: il test delle differenze", in Albano Leoni F., Giannini A., Pettorino M., Savy R., Vallone M., (a cura di), Atti del Congresso Internazionale sulla Comunicazione Parlata, Napoli, 23-25 febbraio 2006, Napoli, Liguori, in stampa.

M. Castagneto, G. Ferrari, 2004, "Problemi pragmatici e annotazione nei dialoghi API", in Albano Leoni F., Cutugno F., Pettorino M., Savy R., (a cura di), Il parlato italiano. Atti del congresso nazionale, Napoli, 13-15 febbraio 2003, Napoli, D'Auria, Pubblicazione in CD-Rom.

K. Lambrecht, L. A. Michaelis, 1998, "Sentence accent in information questions: Default and projection". Linguistics and Philosophy 21, pp 477-544.